Cerchio Armonico dei Tamburi Ticinesi

Prossimo evento alla luna piena del 16 maggio presso il Parco San Grato di Carona

Nada (नाद) è un termine sanscrito che significa flusso del suono. Spesso si traduce semplicemente con “suono”, tuttavia questa interpretazione non include i significati più sottili della parola e della pratica stessa, che abbraccia nel suo contesto anche vibrazioni, tonalità e “suoni muti” che provengono dall’interno del nostro corpo.

Yoga significa “unione”, per cui il significato letterale di Nada Yoga è unione attraverso il suono.

Questa tecnica di meditazione è infatti un processo di unione della mente individuale con la coscienza cosmica attraverso il flusso dei suoni. Nada Yoga è una pratica volta a trasformare la percezione dell’udito rivolgendola verso l’interno, per ascoltare il suono puro del nostro spirito.

Ti invitiamo a suonare il tuo strumento dal cuore e cantare con l’intenzione consapevole di portare ringraziamenti e trasformazione all’Universo Intero e ad ogni forma vivente visibile e invisibile che la abita.

Tutti insieme, in connessione energetica, creeremo un’onda vibrazionale che fluirà dai nostri sorrisi attraverso i ritmi e i canti. Evento aperto a tutti in autogestione senza moderatore ma con condivisione paritaria. Venite voi di diversi cammini per una sera ci ritroveremo tutti uniti alla stessa meta.

L’evento sara’ aperto con una meditazione sonora frutto delle ultime ricerche e rivelazioni pubbliche della tradizione millenaria yogica portata in Ticino in esclusiva dall’India dal maestro di yoga Marco Alpeggiani ( MadhavAnand ).

Il cerchio di tamburi è un antichissimo rituale che affonda le sue radici nella natura stessa della realtà fisica, che è suono e ritmo, e nelle pratiche ancestrali delle comunità native.

Il cerchio è simbolo concreto di unione, armonia e completezza; il cerchio sonoro e la danza sono la porta per entrare in uno stato di coscienza espanso ed armonico, nel quale si sperimenta l’essenza delle proprie relazioni con l’universo grazie alla fusione nel gruppo e nei ritmi del cosmo.

Fino a scoprire la via per una rigenerazione individuale e collettiva.

Il cerchio di tamburi è una pratica semplice e alla portata di tutti, ma regolata da alcune condizioni che quando sono rispettate permettono di dispiegare il grande potere del suono, del movimento e del gruppo.

In tal caso diventa uno strumento potente per:

– sviluppare la propria capacità di ascolto e la propria creatività
– sviluppare le proprie capacità di empatia e condivisione
– ricevere risposte alle proprie domande interiori
– aiutare la crescita del senso di comunità fra le persone, condizione per il benessere di tutti.

Maggio si apre con Beltane, il festival dell’abbondanza che segna il ritorno della stagione calda e della fertilità.

Questo è il mese dei sapori, dei piaceri e degli amori.

Il ciclo vegetale è nel pieno della fioritura e già si prepara a dare i frutti, tutta la natura è in fase espansiva e per analogia con gli astri questo è il tempo del Toro, la prima terra dello Zodiaco.
Dopo l’esplosione iniziale dell’Ariete, che è coincisa con il risveglio della Terra, la fase Toro è un tempo di consolidazione, di beatitudine e di godimento dei sensi.

Toro è un segno profondamente femminile e matriarcale, il più sensuale di tutto lo zodiaco, sede di Venere ( Dea di bellezza, amore e piacere), esaltazione di Giove, pianeta che tutto espande, arricchisce e fa crescere.

E così la natura, in questo tripudio di fiori, profumi e colori, ci seduce con la sua abbondanza mentre il sole già caldo ma non ancora soffocante ci accarezza la pelle con raggi morbidi e avvolgenti.

Su un piano spirituale si celebra la più sacra tra tutte le nozze, quella tra il Dio Sole e la Dea Terra, da cui scaturisce il sostentamento – materiale e spirituale – per tutti gli esseri viventi.

Così anche per noi è un tempo particolarmente adatto per abbandonarci all’amore e al piacere, ma anche per esprimere la nostra creatività e fertilità interiori.

Toro/seconda casa infatti agisce su un piano che è soprattutto materiale, in quanto mira alla costruzione delle nostre sicurezze. Ciò significa che le nuove vie che abbiamo sperimentato a partire dall’equinozio di primavera possono ora trasformarsi in vere e proprie risorse e dare i loro primi concreti frutti.

L’ invito per chi è single è a dare inizio a nuove unioni, come nell’antica tradizione dei fuochi di Beltane.

Per tutti gli altri ad aprirsi, a saper riconoscere e godere delle gioie e soddisfazioni della vita, connettendosi con il senso di abbondanza e pienezza di cui la natura è il più evidente riflesso. Immagine: Inanna e Damuzi di Nelson-Reed

Per entrare in sintonia profonda con le energie del mese di Maggio, e con le tinte che ad esse darà il cielo in questo 2022, il Cerchio della Luna vi propone una meditazione guidata, tappa del percorso che, di mese in mese, ci mette in contatto con il cammino evolutivo dello zodiaco, che traccia un sentiero di crescita spirituale in ognuno di noi in armonia con la spirale evolutiva della vita.

Spiriti di Natura: fate , elfi
Piante: sambuco, rosa, artemisia, timo, millefoglie.
Colori: verde, marrone, rosa
Fiori: mughetto, digitale, rosa, ginestra
Profumi: rosa, sandalo
Pietre: smeraldo, malachite, ambra, cornalina
Alberi: biancospino
Animali: gatti, lince, leopardo
Divinità: Bast, Afrodite, Maia, Diana, Pan.

CERCHIO ARMONICO DEI TAMBURI TICINESI

Il cerchio di tamburi è un antichissimo rituale che affonda le sue radici nella natura stessa della realtà fisica, che è suono e ritmo, e nelle pratiche ancestrali delle comunità native.

Il cerchio è simbolo concreto di unione, armonia e completezza; il cerchio sonoro e la danza sono la porta per entrare in uno stato di coscienza espanso ed armonico, nel quale si sperimenta l’essenza delle proprie relazioni con l’universo grazie alla fusione nel gruppo e nei ritmi del cosmo. Fino a scoprire la via per una rigenerazione individuale e collettiva.

Il cerchio di tamburi è una pratica semplice e alla portata di tutti, ma regolata da alcune condizioni che quando sono rispettate permettono di dispiegare il grande potere del suono, del movimento e del gruppo.

In tal caso diventa uno strumento potente per

– sviluppare la propria capacità di ascolto e la propria creatività

– sviluppare le proprie capacità di empatia e condivisione

– ricevere risposte alle proprie domande interiori

– aiutare la crescita del senso di comunità fra le persone, condizione per il benessere di tutti.

Le regole di base del cerchio di tamburi sono:

– centratura (partecipare solo per un intento preciso)

– apertura e disponibilità (a superare remore e inibizioni, per essere completamente nell’esperienza)

– accettazione (dell’imprevisto, dell’ignoto, del proprio lato ombra, della propria luce e pienezza)

– condivisione (rispetto e ascolto degli altri)

– pazienza e spirito di adattamento (i tempi possono dilatarsi, le condizioni mutare, le frustrazioni emergere)

– confidenza (affidarsi al gruppo e alla vita)

– accoglienza (degli altri con le loro necessità e caratteristiche)

– rispetto (del contesto, degli strumenti, dei tempi degli altri partecipanti).

Ciò che non si fa in un cerchio di tamburi è:

– assumere alcol e sostanze stupefacenti

– tentare di imporre la propria personalità

– aspettarsi a tutti i costi esperienze straordinarie e/o risultati particolari e specifici (non è una terapia né un trattamento né una seduta)

– esibire la propria bravura tecnica

– utilizzare gli strumenti degli altri senza chiedere permesso (per il forte legame che c’è fra la persona e il proprio tamburo).

– partecipare per motivi “professionali”, per apprendere una tecnica da riprodurre: non è una tecnica ma un’esperienza

– partecipare per semplice curiosità.

Il cerchio di tamburi è un’esperienza sacra, anche se semplice e alla portata di tutti. Anzi, è tale proprio per questo.

È un’esperienza di comunità, condotta da facilitatori esperti nella forma di seminario unicamente per le necessità logistiche e di organizzazione.

Ogni esperienza è diversa dalle altre: dipende dal periodo, dall’energia e dell’intento dei partecipanti, dalla volontà dello spirito.

I partecipanti possono portare i propri tamburi (è la cosa migliore), o utilizzare quelli messi comunque a disposizione. Possono anche chiedere di utilizzare quelli degli altri, con l’accortezza di rispettarli e di rispettare un eventuale rifiuto.

Sono particolarmente indicati i tamburi sciamanici a cornice “naturali” (con pelle non conciata). Altrimenti possono essere utilizzati tabla, jambé e altre percussioni.